Feminism and Mindfulness/ Femminismo ed Auto-consapevolezza


I want to start by saying that the self awareness is for everyone, and being feminist does not mean being against men.


Then, starting with this introduction I can explain myself.

As a woman I find that living femininity in person is often complex, for a whole range of factors. They can be the social pressures on the role that women should assume, problems related to emotional complexity, the over-rooted and excessive availability that we, as women, show to the outside world … It can be the set of all these and other elements, a fact remains: whoever does not live the female dimension in person cannot understand what it means.

From this point, a whole series of misunderstandings and stereotypes about the so-called “weaker sex” arises, and every woman, at least once in a lifetime, has come across at least one of them. As a child, when the male companions, to insult her, or even to joke between each other, used the term “girl” to say “weak”. As a teenager, when no one wanted to clarify to her how menstruation worked, what changes her body was going through; anyway the people who mocked her for the mood swings did not miss … and, in my Sicily, there are still those who believe that a woman cannot touch the plants during the menstrual cycle, otherwise they may die.

Then adulthood, the first serious loves and only one recurring request: to compromise.

I am sure many women can, at least in part, recognize themselves in these words, understand their weight. Therefore, we know that the world, as we received it, is not a world for women. Often we are not valued, we are taken for granted, used as a mere embellishment or trophy, others feel free to tell us what to do about our body, how to dress and behave to be “respectable”.

I think we have to find a way.

The reason I speak of self-consciousness, even in terms of meditation, is that women, often, have the terrible lack of not knowing who we are and how strong we are. Nature has made us strong, but many want us with the heads down, like ostriches.

The only way we have is to understand who we are and what we can do here and now to help the surrounding world and ourselves. Yes, because, I do not know whether it has gone unnoticed, all that excessively male power has been able to create over centuries of history was war, colonialism, power games, rapes, genocide, slavery, repression, capitalism, consumerism.

The masculine in itself is not wrong, and those who say that are not feminist, they simply hate men. The problem, as in all the circumstances, is in the measure of things: ours is a world out of measure.

In addition, masculinity and femininity are in everything: by simplifying the concept, we can think of the first as associated with conquest and power, the second with acceptance, nourishment, creation. The sword and chalice, to say it in terms of symbology.

Our interpersonal relationships, and the environment around us, are influenced by the alternation of these two components as we choose what to conquer / reject and what to welcome at any time of our day.

The same goes for our inner world, for the concept of “self” that we build and the thoughts that accompany us.

So, women who came until here to read, I want to tell you one thing.

You are the bastions of a strong power, ancient as the world, but more and more forgotten. A power that, when balanced, is beautiful to die for, for which male animals in nature collide with each other, sometimes until death, and so many men would do the same.

You, us, if we are who we are, reveal ourselves immensely creative and transformative. All of us.

The reason this world is falling into pieces is that you have not woken up. You often sleep in your predefined positions, believe that you have something in your hands when often, and in a too easy way, you have lost yourselves and your uniqueness in the street.

We do not have to do war, scream or beat. We have to do only one thing: to meditate.

I know we probably have not taught by anybody, and that it might seem like something of Tibetan monks, floating in the middle of the air, with little practical utility.

But believe me if I tell you that this is the only possible way. Rather than complaining of husbands, boyfriends, children, colleagues, bosses, mothers in law … you have to immerse yourself in your weed forest and begin cleaning.

You have to face monsters of doubts and fears: you have to ride your inner dragons. Finally, you have to embrace and love yourself. Only then, you will understand what you want, what is your mission. Do not be afraid if it seems too big or too small, or if you lose someone in the process.

Women, as a woman, I tell you to do it now. Get comfortable and listen to your flow of thoughts without judging it in silence, as if you were watching a movie. Relax deeply and do absolutely nothing, let everything meet you and do what you are born for, but you do only with others: welcome yourself as you are. Wise, crazy, young, old, manager or housewife; just because you have a vagina in between your legs, you are all beautiful and you have immense value.

Slowly, with your time, a step at a time, wake up. Be a crescent and waning moon, full and new. Be yourself and bring your love to the world.




Voglio cominciare a dire che l’auto consapevolezza è per tutti, e che essere femminista non vuol dire essere contro gli uomini.

Quindi, a partire questa introduzione, posso spiegarmi.

Da donna trovo che vivere la femminilità in prima persona sia spesso complesso, per tutta una serie di fattori. Che siano pressioni sociali sul ruolo che le donne dovrebbero assumere, che siano problematiche legate alla complessità emotiva, che sia la fin troppo radicata ed eccessiva disponibilità che, da donne, mostriamo nei confronti del mondo esterno… Che sia l’insieme di tutti questi ed altri elementi, rimane il fatto che chi non si trova a vivere la dimensione femminile in prima persona non può capire cosa significhi.

Da ciò nascono tutta una serie di fraintendimenti e di stereotipi sul cosiddetto “sesso debole”, ed ogni donna, almeno una volta nella vita, ci si è scontrata. Da bambina, quando i compagnetti maschi, per insultarla o anche per insultarsi a vicenda, usavano l’appellativo “femminuccia”; da teenager, quando nessuno ha voluto ben chiarirle come le mestruazioni funzionassero, quali cambiamenti il suo corpo stesse andando incontro, ma le persone che l’hanno derisa per i suoi sbalzi d’umore non mancavano… e, nella mia Sicilia, c’è ancora chi crede che una donna non possa toccare le piante durante il ciclo mestruale, perché altrimenti esse potrebbero seccare.

Poi l’età adulta, i primi amori impegnati, ed una sola richiesta ricorrente: compromesso.


Sono sicura che molte donne possano, almeno in parte, riconoscersi in queste parole, capirne il peso.

Quindi, sappiamo che il mondo, per come ci è stato consegnato, non è un mondo per donne. Spesso non siamo valorizzate, siamo date per scontate, usate come mero abbellimento o trofeo, gli altri si sentono in dovere di dirci cosa farne del nostro corpo, come vestirci e comportarci per essere “rispettabili”.

Credo che noi dobbiamo trovare una via.

Il motivo per cui parlo di auto coscienza, anche in termini di meditazione, è che noi donne abbiamo spesso la terribile carenza di non sapere chi siamo e quanto siamo forti.

La natura ci ha fatto forti, ma molti ci vogliono con la testa giù, come gli struzzi.

L’unica via di scampo che abbiamo è capire chi siamo e cosa possiamo fare, qui ed ora, per aiutare noi stesse ed il mondo circostante. Sì perché, non so se sia passato inosservato, tutto ciò che un potere eccessivamente maschile ha saputo creare in secoli di storia è stato guerra, colonialismo, giochi di potere, stupri, genocidi, schiavitù, repressione, capitalismo, consumismo.

Il maschile di per sé non è sbagliato, e chi afferma che lo sia non è femminista, ma misandro. Il problema, come in un po’ tutte le circostanze, sta nella misura delle cose: il nostro è un mondo fuori misura.

Inoltre, il maschile ed il femminile sono in tutto e in tutti: semplificando il concetto possiamo pensare il primo come associabile ai concetti di conquista, e potere, il secondo ai concetti di accoglimento, nutrimento, creazione. La spada e il calice, per dirla in termini di simbologia.

I nostri rapporti interpersonali, e con l’ambiente che ci circonda, sono influenzati dall’avvicendarsi di queste due componenti, in quanto scegliamo cosa conquistare/rigettare e cosa accogliere in ogni momento delle nostre giornate.

Lo stesso vale per il nostro mondo interiore, per la visione che ci costruiamo di noi stessi e i pensieri che ci accompagnano.

Quindi, donne che siete arrivate sin qui a leggere, voglio dirvi una cosa.

Voi siete i baluardi di un potere forte ed antico quanto il mondo, ma sempre più dimenticato. Un potere che, se bilanciato, è bello da morire, per cui gli animali maschi in natura si scontrano tra loro, a volte fino alla morte, e per cui molti uomini farebbero lo stesso.

Voi, noi, se siamo chi siamo, ci riveliamo immensamente creative e trasformative. Tutte noi.

La ragione per cui questo mondo va a rotoli è perché voi non vi siete svegliate. Dormite spesso nelle vostre posizioni predefinite, credete di avere qualcosa tra le mani quando spesso, e in maniera fin troppo facile, avete perso voi stesse e la vostra unicità per strada.

Noi non dobbiamo fare la guerra, urlare o picchiare. Noi dobbiamo fare solo una cosa: meditare.

Lo so che probabilmente non ce lo ha insegnato nessuno e che potrebbe sembrare qualcosa da monaci tibetani che fluttuano a mezz’aria, dalla poca utilità pratica.

Ma credetemi se vi dico che questa è l’unica strada possibile. Piuttosto che lamentarvi di mariti, fidanzati, figli, colleghi, capi, suocere… dovete immergervi nella vostra foresta di erbacce e cominciare a fare pulizia.

Dovete affrontare i mostri dei dubbi e delle paure, dovete cavalcare i vostri draghi interiori. Infine, dovete abbracciarvi ed amarvi forte. Solo allora capirete cosa volete, qual’ è la vostra missione. Non abbiate paura se vi sembrerà troppo grande o troppo piccola, o se perderete qualcuno nel processo.

Donne, da donna io vi dico di farlo adesso. Mettetevi comode e ascoltate il vostro flusso di pensieri, senza giudicarlo, in silenzio, come se stesse vedendo un film. Rilassatevi profondamente e non fate assolutamente nulla, lasciate che tutto vi venga incontro e fate ciò per cui siete nate, ma che fate soltanto con gli altri: accoglietevi cosí come siete. Sagge, pazze, giovani, vecchie, managers o casalinghe; voi, solo per il fatto di avere una vagina tra le gambe, siete tutte bellissime ed avete in voi un valore immenso.

Piano piano, con i vostri tempi, un passettino alla volta, svegliatevi. Siate luna crescente e calante, piena e nuova. Siate voi stesse e portate il vostro amore nel mondo.


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