Listen/ Ascolta

 

When I was a child, I thought that I could have reached the edge of happiness in the relationship with another person. Whether it was friendship or a romance, I dreamed of the person who could come to me and adjust everything, magically solve my problems, and finally love me.

Life is another thing … The “childhood of the thoughts” can and must be overcome, even at the price of loss and pain. All these unpleasant things, in fact, act like a classic “bitter medicine”: no one wants it but everyone, then before, will need it.

Naivety is very poetic, but believe it, nothing more and nothing less than that. Because it is true that everything, even a mistake, is perfect, that every single occurrence has a profound meaning in our existence; it is also true that we are here to grow as human beings and women.

How?

We can be emotional, sweet and naive as much as we want, at our own risk and danger. It is no secret that these features can be a vulnerability, and that the outside world can easily take advantage of our good feelings.

The solution, however, is not to change face: many “disillusioned” say they have become “assholes” because of suffering, and this would justify why they have adopted the same behaviour that once wounded them. If they have been used, they use. If they have been deceived, they deceive. If they have been wounded, they will do anything to no longer love.

Such an attitude is nothing more than a self-deception. Like an honest worker who decides to steal someone because once someone robbed her apartment.

I am not against anything, and if a mask is what you think will work for you, to feel strong, feel welcome to go ahead.

However, how long can it last? How many un-lived emotions can be buried under this “armour”?

The suffering must be heard, embraced, and then let free to go. As an annoying friend, who comes to our house and keeps playing the bell for hours though we pretend we are not home.

Escaping and hiding will never be a solution. Listening without fear of suffering is the real act of courage.

Every suffering has in itself a message about ourselves. I understand perfectly that the impropriety of some people may scream a stronger, and even more shared message: “It’s entirely his fault!” Staying focused on this, however, keeps us away from the ultimate sense of our experience.

If, for example, we naively put hopes and feelings on someone who was not ready to receive them, what would we say?

“He made me believe was feeling the same, he’s used me and then thrown me away.”

“It’s an asshole, after all I did for him!”

“He does not listen to me enough; he does not understand me and does not care about me!”

The list could continue … But what the same, unpleasant, experience could say if we stop listening to it, making it resound in ourselves?

“You lost this battle. Pick up your weapons and leave the field. “

“You’re not ready to love somebody else. Stop pouring grief and dedicate time to  yourself.”

“Listen to your needs and assume the responsibility to meet them.”

The list could continue…

Everything that happens outside is nothing more than a mirror of what is happening inside ourselves. As long as we do not accept it, we continue to be naive and to deliver to outside situations the power to make the good and the bad times in our existence.

Others may be disappointing and it is part of life. Let us become for ourselves the love that would never betray us, the turning point in our days.

With love.

 

IMG_1743

Quand’ero bambina credevo che l’apice della felicità potesse essere raggiunto nella relazione con un’altra persona. Che fosse un rapporto di amicizia o amore, sognavo quella persona che potesse venire da me ed aggiustare tutto, risolvere magicamente i miei problemi e, finalmente, amarmi.

La vita è un’altra cosa… L’infanzia dei pensieri può e dev’essere superata, anche a costo di perdite e dolori. Tutte queste cose spiacevoli, in realtà, agiscono come una classica “medicina amara”: nessuno la vuole ma tutti, prima o poi, ne avranno bisogno.

L’ingenuità è molto poetica, ma credeteci, nulla di più e nulla di meno. Perché sarà pur vero che tutto, anche uno sbaglio, è perfetto, che ogni singolo avvenimento ha un senso profondo nel quadro della nostra esistenza; è vero anche che siamo qui per crescere, come esseri umani e come donne.

Come?

Possiamo essere emotive, dolci ed ingenue quanto vogliamo, a nostro rischio e pericolo. Non è mistero che queste caratteristiche possano rappresentare un elemento di vulnerabilità, e che il mondo esterno potrebbe facilmente approfittarsi dei nostri buoni sentimenti.

La soluzione però non consiste nel cambiare volto: molte “disilluse” dicono di essere diventate “stronze” a causa di una sofferenza subita, e ciò giustificherebbe perché loro abbiano adottato lo stesso comportamento che una volta le ha ferite. Se sono state usate, usano. Se sono state ingannate, ingannano. Se sono state ferite faranno di tutto per non provare più amore.

Un simile atteggiamento altro non è che un autoinganno. Come una lavoratrice onesta che decida di darsi ai furti perché qualcuno le ha svaligiato l’appartamento.

Non sono contraria nulla, e se una maschera è ciò che credi possa funzionare per te, per sentirti forte, ben venga.

Ma quanto potrà durare? Per quanto le emozioni non vissute possono rimanere sepolte sotto questa “corazza”?

La sofferenza va ascoltata, abbracciata, e poi lasciata libera di andare. Come un amico un po’ rompiscatole che si presenta a casa nostra, e continua a suonare il campanello per ore sebbene facciamo finta di non essere a casa.

Scappare e mascherare non sarà mai una soluzione. Ascoltarsi senza paura di soffrire è il vero atto di coraggio.

Ogni sofferenza ha in sé un messaggio su noi stessi. Comprendo perfettamente che la scorrettezza di certe persone possa urlare un messaggio più forte, ed anche più condivisibile: “È tutta colpa sua!”. Rimanere focalizzati su questo però ci allontana dal senso ultimo della nostra esperienza.

Se, per esempio, abbiamo ingenuamente riposto speranze e sentimenti su qualcuno che non era pronto a riceverne, cosa diremo?

“Mi ha fatto credere che ricambiasse, mi ha usata e poi buttata via.”

“E’ uno stronzo, dopo tutto quello che ho fatto per lui!”

“Non mi ascolta abbastanza, non mi capisce e non si interessa di me!”

E la lista potrebbe continuare… Ma cosa ci potrebbe dire la stessa, spiacevole, esperienza se ci fermassimo ad ascoltarla, facendola risuonare dentro noi stesse?

“Hai perso questa battaglia. Raccogli le tue armi ed abbandona il campo.”

“Non sei pronta ad amare qualcun altro. Smettila di riversare rancore e dedica del tempo a te stessa.”

“Ascolta le tue esigenze ed assumiti la responsabilità di soddisfarle.”

E la lista potrebbe continuare…

Tutto ciò che avviene fuori di noi altro non è che lo specchio di ciò che avviene dentro. Finché non lo accettiamo, continuiamo a rimanere ingenue e a consegnare a situazioni esterne a noi il potere di fare il buono e il cattivo tempo nella nostra esistenza.

Gli altri possono deludere, è parte della vita. Noi diventiamo per noi stesse quell’amore che non ci tradirebbe mai, la svolta alle nostre giornate.

Vi abbraccio.          

 

2 thoughts on “Listen/ Ascolta

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s